A partire dal 1 aprile 2018 cadono le limitazioni nazionali per gli abbonamenti: ci si potranno portare appresso servizi di streaming in tutta Europa.

Ci sono elementi concreti che stanno unendo l’Europa più di qualsivoglia dichiarazione politica o protocollo istituzionale: la prima è stata la caduta del roaming, cosa che ha consentito a tutti gli utenti di portare il proprio traffico dati e voce al di là di ogni confine nazionale; la seconda è la possibilità, in vigore dal 1 aprile prossimo, di portarsi appresso anche gli abbonamenti digitali stipulati nei propri rispettivi paesi. In valigia ci si può mettere Amazon Kindle, così come Spotify, senza timore alcuno di potersi o doversi scontrare con un qualsiasi blocco improvviso, né senza la libertà di poter godere di uno streaming della propria trasmissione sportiva preferita.

Banalmente, un esempio: chiunque abbia un abbonamento alla tv satellitare comprensivo di Sky Go, a partire dal 1 aprile potrà fruire del servizio anche in Francia, anche in Germania, anche in Olanda. In precedenza il passaggio del confine nazionale faceva decadere tale possibilità in virtù di accordi e gestione dei diritti che non permetteva la fruizione dei contenuti su territorio extra-nazionale. Ciò imponeva la perdita del diritto al di fuori del proprio paese (creando di fatto un confine valicabile facilmente dagli utenti, ma non dai contenuti) e la perdita del concetto di “mercato unico”.

Tale situazione portava gli utenti più smaliziati a soluzioni di compromesso quali l’installazione di proxy che, simulando una navigazione sul territorio desiderato, consentono di mascherare la propria esatta posizione ingannando i server del servizio e potendo così godere appieno – tramite un sotterfugio – del proprio contenuto. D’ora innanzi i trucchi sono in fuorigioco, resi inutili da un regolamento sulla portabilità che cambia completamente il modo di pensare il mercato dei servizi e dei contenuti nel contesto di un orizzonte meno nazionalista e più europeista. Più Europa per tutti, insomma, grazie alla caduta dell’ennesimo confine posticcio e strumentale, inutile e deleterio: più Europa per gli europei, i quali si trovano così in mano abbonamenti di cui possono fruire in tutto il vecchio continente, magari sfruttando quello stesso traffico dati che già la caduta del roaming ha permesso di portarsi appresso ovunque.

Val la pena riportare integralmente la dichiarazione rilasciata dalla Commissione Europea a firma multipla (Andrus Ansip, Mariya Gabriel, Ivaylo Moskovski, Pavel Svoboda e Jean-Marie Cavada):

«I cittadini sono al centro di tutte le nostre iniziative digitali. A partire dal 1º aprile, ovunque si rechino nell’UE i cittadini non dovranno più perdersi i film, le serie televisive, le trasmissioni sportive, i giochi o gli e-book per i quali hanno sottoscritto un abbonamento digitale nel proprio paese. La normativa si applicherà ai servizi a pagamento, ma i fornitori di contenuti gratuiti potranno decidere di applicarla. Anche i fornitori di contenuti on-line beneficeranno delle nuove norme e non saranno più costretti ad acquistare licenze per le regioni in cui viaggiano i loro abbonati.

L’eliminazione degli ostacoli che a lungo hanno impedito agli Europei di fruire dei loro abbonamenti digitali e dei relativi contenuti anche quando sono in viaggio è un nuovo successo del mercato unico digitale per i nostri cittadini e fa seguito all’abolizione effettiva dei costi di roaming, di cui i consumatori di tutta Europa usufruiscono dal giugno 2017.

La nuova normativa risponde direttamente ai comportamenti e alle abitudini più recenti dei cittadini europei che fanno uso delle nuove tecnologie. Ad esempio, la spesa dei consumatori per i servizi di streaming video in abbonamento è aumentata del 113 % all’anno tra il 2010 e il 2014, mentre l’incremento del numero di utenti è stato del 56 % tra il 2014 e il 2015. Secondo le stime, inoltre, nell’UE sono almeno 29 milioni le persone che potrebbero utilizzare la portabilità transfrontaliera (il 5,7 % di tutti i consumatori): una cifra destinata ad aumentare notevolmente per raggiungere i 72 milioni di consumatori entro il 2020.

Inoltre quasi il 60% dei giovani europei dichiara che la facoltà di viaggiare continuando a fruire dei loro abbonamenti è un fattore importante nel momento in cui scelgono di abbonarsi ai servizi on-line. Il concretamento della portabilità risponde a questa preoccupazione e contemporaneamente aiuterà i prestatori di servizi ad aumentare il numero degli abbonati.

La conclusione di un accordo sulla portabilità è un ottimo risultato, frutto della stretta collaborazione tra le istituzioni dell’UE, le imprese europee e i soggetti interessati; confidiamo pienamente che le emittenti e le piattaforme sapranno cogliere questa opportunità per migliorare le esperienze degli utenti. Quello di oggi è un nuovo tassello nella costruzione di un vero mercato unico digitale e di una società digitale europea unita, accessibile a tutti i nostri cittadini e redditizia per le nostre imprese».

Un piccolo passo per l’Europa, un grande passo per gli europei.

Articolo di Giacomo Dotta – 27 marzo 2018
Fonte:  WEBNEWS